Un sac di pellet di legno acquistato da Leclerc ad agosto 2026 costa in media 7,50 euro. Questo prezzo, stabile da diversi mesi, riflette un mercato che ha ritrovato la calma dopo il picco del 2022-2023. Resta da vedere se questa calma durerà e quali parametri monitorare per anticipare la prossima stagione di riscaldamento.
Regolamento europeo sulla deforestazione e filiera pellet di legno
I concorrenti parlano molto dell’offerta e della domanda, ma un fattore normativo passa sotto i radar. Il regolamento europeo contro la deforestazione entrerà in vigore il 30 dicembre 2026 per i grandi e medi operatori del legno. I piccoli operatori seguiranno il 30 giugno 2027.
Concretamente, questo testo impone agli attori della filiera legno di dimostrare che le loro materie prime non contribuiscono alla deforestazione. Per i produttori di pellet, ciò significa obblighi di tracciabilità aggiuntivi sull’origine delle segature e dei trucioli utilizzati.
Vi chiedete quale sia il rapporto con il prezzo di un sacco da Leclerc? La messa in conformità ha un costo. Certificazione, audit, documentazione della catena di approvvigionamento: queste spese si riflettono prima o poi sul prezzo di produzione. L’entità dell’aumento dipenderà dalla capacità dei produttori francesi di adattarsi, sapendo che la maggior parte dei pellet venduti in Francia è prodotta localmente a partire da residui di segherie.
Per seguire l’evoluzione del prezzo dei pellet di legno Leclerc 2026, sarà quindi necessario tenere d’occhio questo calendario normativo tanto quanto le curve dell’offerta e della domanda.

MaPrimeRénov’ 2026 e il suo effetto sulla domanda di pellet
Dal 1° gennaio 2026, le caldaie a pellet singole non sono più finanziate nel percorso MaPrimeRénov’ per gesto. Le stufe a pellet, invece, rimangono eleggibili fino al 31 dicembre 2026.
Questa distinzione cambia la dinamica del mercato. Meno caldaie installate significa, a lungo termine, una crescita meno rapida del consumo di pellet sfusi. Al contrario, le stufe a pellet continuano a trovare acquirenti, sostenute dagli aiuti ancora disponibili.
L’effetto sui prezzi è duplice:
- La domanda di pellet in sacchi (formato venduto da Leclerc) rimane sostenuta dai proprietari di stufe, il che mantiene i prezzi ai loro attuali livelli.
- La domanda di pellet sfusi potrebbe rallentare con la diminuzione delle installazioni di nuove caldaie, il che limiterebbe le tensioni sull’approvvigionamento globale.
- Le famiglie che avrebbero optato per una caldaia a pellet potrebbero orientarsi verso altre soluzioni (pompa di calore, rete di calore), riducendo la pressione sulla filiera legno-energia.
Il mercato dei pellet in sacchi rimarrà più teso rispetto a quello dei pellet sfusi nei prossimi mesi. Per i clienti Leclerc, ciò significa prezzi stabili, senza forti ribassi in arrivo.
Prezzo pallet di pellet Leclerc: riferimenti concreti per l’acquisto
Il pallet di 66 sacchi da 15 kg rappresenta il formato di acquisto più comune tra i privati. Nel 2026, il suo prezzo si attesta intorno ai 380-420 euro a seconda delle insegne e dei periodi.
Perché acquistare in estate piuttosto che in autunno
La logica è semplice. In estate, i produttori e i distributori cercano di smaltire le loro scorte prima della nuova stagione. La domanda è bassa, anche i prezzi. Da settembre, la tendenza si inverte: gli ordini affluiscono, la logistica si intensifica e le tariffe aumentano.
Acquistare il proprio pallet tra maggio e agosto rimane la migliore strategia per limitare la fattura. Un divario di diverse decine di euro per pallet è regolarmente constatato tra estate e autunno.
Leclerc di fronte ai distributori specializzati
Leclerc offre pellet a tariffe competitive grazie alla sua politica di prezzi bassi sui prodotti di uso quotidiano. Il sacco da 15 kg costa in media 7,50 euro ad agosto 2026.
I distributori specializzati (negozi di legno, insegne di energia) praticano prezzi simili sulle gamme standard, ma possono offrire pellet certificati con un tasso di ceneri più basso o un potere calorifico superiore. La certificazione DINplus o ENplus A1 garantisce una combustione più pulita e un miglior rendimento nella vostra stufa.
Da Leclerc, controllate l’etichetta del sacco: la norma di certificazione, il tasso di umidità e il tasso di ceneri sono i tre indicatori da considerare prima di caricare il vostro bagagliaio.

Pellet di legno nel 2026: stabilità o nuovo aumento dei prezzi
Lo scenario più probabile per la fine del 2026 è una stabilità dei prezzi con una leggera tensione stagionale in autunno. Diversi elementi supportano questa lettura.
La produzione francese di pellet è aumentata negli ultimi anni. Le capacità industriali si sono adattate dopo la crisi del 2022, quando la carenza aveva fatto esplodere i prezzi oltre il ragionevole. Oggi, l’offerta copre la domanda senza difficoltà maggiori in periodo estivo.
Il prezzo del gas e dell’elettricità rimane un fattore indiretto. Finché queste energie rimangono costose, il riscaldamento a pellet conserva il suo vantaggio economico, il che mantiene la domanda. Se i prezzi dell’energia scendessero drasticamente, alcune famiglie potrebbero decidere diversamente, ma nulla indica un tale movimento a breve termine.
L’unico rischio di un aumento significativo deriverebbe da un inverno particolarmente rigido combinato a tensioni logistiche (trasporto su strada perturbato, aumento del gasolio). Questo scenario rimane sporadico e localizzato.
Per una famiglia che consuma tre o quattro pallet a stagione, la fattura annuale di pellet nel 2026 rimane nettamente inferiore a quella del 2022-2023. Il mercato si è corretto, i prezzi si sono normalizzati e i segnali attuali non indicano un nuovo impennata. Resta la variabile normativa europea di fine anno, i cui effetti concreti sulle etichette probabilmente si faranno sentire solo nel 2027.



